Circle Drum
circledrum 1 E’ un evento Ritmo/Sonoro aperto a tutti, bambini, ragazzi, adulti e anziani sia esperti che alla prima esperienza musicale. Grazie alla forza del “Cerchio” e delle “Percussioni”, si raggiungeranno stati di piacere e coesione musicali intensi ed emozionanti.

Il gruppo viene inizialmente guidato da un facilitatore che attraverso ritmi elementari e improvvisazioni, crea relazioni sonore e dinamiche musicali, in modo da valorizzare chi suona e l’atmosfera musicale che si genera.

Verranno messi a disposizione del gruppo tamburi djembè, dundun, darabuka, steel-drum e percussioni di vario tipo, ed inoltre, all’interno del cerchio verrà dato spazio alla danza rendendo il corpo sonoro con delle cavigliere.

Al Circle Drum è prevista la partecipazione minima di 6 e massima di 30 partecipanti e avrà scopo ludico ma anche, indirettamente didattico.

circledrum 03 Il cerchio è la modalità di interazione migliore per la condivisione, perché dal proprio posto ognuno può vedere e sentire contemporaneamente tutti gli altri. La forza del cerchio è racchiusa nella sua forma e le persone che lo compongono hanno tutti la stessa dignità e alternativamente, ruolo.
Nel cerchio, ogni persona trova il proprio posto e il proprio spazio, divenendo parte integrante del gruppo.

Nel momento in cui una persona comincia ad essere consapevole di quello che sente e di quello che dice all’interno del cerchio, e riesce a stare il più possibile in connessione con gli altri, ne sentirà fin da subito i benefici. Capirà il potere della condivisione e sentirà da subito la forza che viene dal cerchio: una forza rigenerante che migliora le relazioni e l’autostima, in ogni aspetto. Per queste ragioni il Circle Drum è un’ottima opportunità di integrazione per tutti coloro che provano un disagio sociale dovuto a difficoltà linguistiche, motorie, razziali.

circledrum 4 I tamburi ed in generale le percussioni, per la loro “semplicità” organica, strutturale e sonora rendono la loro fruibilità immediata e ci riportano ad uno stato “primario o primitivo”, rivelandoci esplicitamente il modo in cui il suono viene prodotto, elaborato e amplificato. Il movimento alternato di entrambe le mani riequilibra lo sbilanciato rapporto di dominanza e sotto dominanza tra le due parti del corpo e del cervello, imposto dalla specializzazione che si acquisisce nella vita, in particolar modo, scolastica e lavorativa.

Il contatto con un djembè, stretto tra le gambe e appoggiato a terra, ci permette di sentire le vibrazioni prodotte, dai piedi al capo, facendoci sentire parte integrante dello strumento e grazie ai movimenti macroscopici delle braccia e delle mani, ci riporta “ a terra”, rispetto ad una vita, troppo spesso, astratta e teorica.

Le maracas inoltre, grazie al movimento interno di semi, sfere e quant’altro, ci fanno notare il minimo movimento del nostro corpo non appena ci muoviamo per accompagnare un ritmo, così come accade all’interno del nostro corpo quando ci muoviamo, ad esempio ballando, svelandoci implicitamente quello che in musica viene chiamato “battere e levare.

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